I Latruncoli

Ludus latrunculorum “Puoi imparare di più di un uomo in un’ora di gioco che in una vita di conversazioni”. (Platone)

Il gioco dei latrunculi, dei briganti, era un gioco da tavola simile agli odierni scacchi che appassionava la società romana, infatti ci sono molti ritrovamenti che lo confermano, come quello di una Tabula lusoria (da gioco) nella basilica Iulia nel foro romano sia nella letteratura. Ne parlano personaggi come Varrone, Marziale, Ovidio e Seneca che ci hanno tramandato curiosi aneddoti. Seneca racconta , ad esempio, che lo storico Giulio Cano, giocatore di grande livello, era stato imprigionato e condannato a morte da Caligola e per passare il tempo in cella giocava spesso ai latrunculi. Quando il centurione andò a prelevarlo per l’esecuzione stava giocando ed il suo ultimo pensiero fu per la partita: fece promettere all’avversario di non mentire sull’esito e, dopo aver contato le pedine rimaste, nominò il centurione testimone di quella disputa che lui stava per vincere di una mossa.

Sapete che una delle nostre didattiche è dedicata proprio ai giochi dei romani? Maggiori informazioni qui.